Solo 3 coppie su 10 lo fanno piu' di 1 volta a settimana

09/04/2018Solo 3 coppie su 10 lo fanno piu' di 1 volta a settimana

I dati sul sesso in Italia sono tutti in declino, sopratutto all’interno delle cosiddette relazioni stabili: un quinto di queste, tra persone in età sessualmente attiva, non contempla rapporti sessuali; negli ultimi quindici anni la frequenza dei rapporti è diminuita in media del 10%, con l’età più critica tra i 35 e i 40 anni, in cui solo tre coppie su dieci hanno più di un rapporto a settimana.

E parallelamente, le vendite di strumenti destinati all’autoerotismo come i vibratori sono aumentate e riguardano ogni fascia di popolazione.

Le cause? Gli ormoni c’entrano poco o nulla. C’entrano invece di più insicurezza, ansia, disagio, stanchezza fisica, timore dell’intimità.

Proprio la bassa frequenza dei rapporti sessuali della coppia è uno dei motivi nella bassa natalità.

Ogni anno infatti nascono 12 mila bambini in meno, ma scendono anche le vendite di contraccettivi: -6% il preservativo, -3,7% la pillola. Colpa della pornografia? Della routine? Della sfiducia nel futuro? O forse abbiamo trovato un nuovo modo di pensare al sesso?

Anche il fenomeno dell’uso del web in continuo aumento è uno dei motivi della stanchezza sessuale. Il 74% degli adolescenti maschi, e il 37% delle femmine di pari età, ricorre al web per fare sesso, vedere sesso, sapere tutto sul sesso o cercare un partner.

Secondo la ricerca europea “Net Children Go Mobile” il 13% dei ragazzi fra gli 11 e i 16 anni ha sperimentato il sexting e il 29% – in Italia il 23% – tra i 9 e i 16 ha ricevuto nell’ultimo anno sul suo smartphone contenuti espliciti.

Per l’indagine “Amore, relazioni e tecnologia 2016” del brand antivirus McAfee il 49% dei giovani fra i 25 e i 34 anni riceve contenuti a sfondo sessuale. Stessa percentuale degli adulti nella fascia 45-54.

Per un’altra ricerca recente firmata dal Moige, invece, il 60% dei giovani italiani si scambia immagini sessualmente esplicite tramite smartphone. Quegli scatti, se non vengono eliminati, rimangono nello smartphone e spesso vengono sincronizzati sui sistemi di memorizzazione remota.

L’abitudine di scattarsi selfie osé, come il Fotograre ha dimostrato, non riguarda solo gli adolescenti. Alcuni sondaggi, come il Global Sex Survey, raccontano come gli italiani si dedichino al sexting intorno alle 7-10 volte a settimana. 

Il sex selfie avrebbe conquistato l’88% degli italiani, ben oltre la media mondiale, ferma al 73%. Secondo i numeri di Telefono Azzurro/Eurispes, nel 2012 un adolescente su quattro ha ricevuto messaggi o video a sfondo sessuale. Il fenomeno riguarda maggiormente i maschi. Il dato interessante sta nelle ragioni della proliferazione di immagini intime: il 41,9% dei giovani non ci vede nulla di male o, nel 16,1% dei casi, si fida della persona a cui ha inviato la foto o il video. Spesso, infatti, si tratta del partner del momento. 

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